Kiwanis Club Foligno
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A che serve la storia?

14/03/2007

Hotel della Torre

 

Mercoledì 14 marzo nella sala Clitunno dell’Hotel della Torre, si è tenuto un “caminetto”, organizzato dal Kiwanis Club Foligno, sul tema “A che serve la storia?!”. Ospite d’onore il Prof. Fabio Bettoni, docente di Storia dei Sistemi Economici presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Sudi di Perugia.

“Un filosofo si pose il problema di quanto fosse utile o dannosa la storia per la vita. Occorre uscire dalla strettoia; la storia è né utile, né dannosa”, ha osservato il Prof. Bettoni. “Se con il termine storia ci riferiamo al farsi dell’umanità, nel tempo e nello spazio, tutto è storicizzabile (in questi giorni abbiamo visto tante retrospettive: i trent’anni della linea Armani, il Festival di Sanremo… e chi più ne ha, da commemorare, più ne metta!). Se con il termine storia intendiamo l’indagine scientifica sulle fonti e sui documenti, il discorso storico, la narrazione, la illustrazione e la spiegazione di eventi, temi, questioni inerenti al farsi dell’umanità entriamo nel campo della storiografia. La storiografia, come pratica dell’analisi storica e del discorso storico, costituisce l’ambito nel quale è doveroso domandarsi: “A che cosa serve la storia?!” E le risposte sarebbero molteplici. Ognuno di noi avrebbe in merito la sua risposta.” E il Prof. Bettoni ha fornito le sue all’attenta platea di kiwaniani, lanciando anche alcune provocazioni:

- la storia serve agli storici per campare, è un mestiere;

- la storia non è maestra di vita, altrimenti il mondo percorrerebbe strade diverse da quelle attuali;

- i modelli storici non rispondono mai alla realtà effettuale: il mestiere dello storico è, come tutti i mestieri, parziale di per sé.

Il Prof. Bettoni ha poi tratteggiato un efficace excursus storico, iniziando da Erodoto per arrivare a Hegel e alla sua “Lezione sulla filosofia della storia universale”, ultimo tentativo di sistematizzazione di una storia universale. Per Hegel l’essenza della storia universale è l’individuazione della razionalità nella storia. Ma la razionalità è filtrata dallo storico, il quale inevitabilmente fa delle scelte. Altra provocazione: il primo che rompe con il “vezzo” della storia universale è Marx, per il quale l’elemento chiave da mettere a fuoco diviene la struttura economica delle società, l’evoluzione sistemica dei modi di produzione. Gli storici francesi hanno invece introdotto la problematica del rapporto tra avvenimenti e sistemi (la storia deve essere storia di fatti e di eventi o storia di strutture?). La storiografia ha, dagli inizi dell’ottocento ad oggi, oscillato tra i due filoni fondamentali: quello marxiano e quello hegeliano, quello della ricerca di un universale e quello della ricerca di una successione sistemica.

Una sintesi tra Hegel e Marx è stata operata da Braudel, il cui nome è soprattutto legato alla proposta di una storiografia resa in grado d’indagare i “processi di lunga durata”, svincolata dai rigidi criteri di ricerca della tradizionale indagine storica di tipo evenemenziale. “Il tempo è come l’oceano”, ha dichiarato una volta lo storico francese: in superficie scorrono i fatti che caratterizzano lo sfuggente moto ondoso della cronaca; in profondità sfilano le correnti responsabili degli equilibri di “lunga durata”.

Il Prof. Bettoni ha trattato anche il tema della mistificazione della storia, indotta dal potere o dalla interpretazione data per motivi ideologici. L’obiettività della storia non è possibile: le fonti sono frutto di una selezione, data dal tempo e fatta dai poteri, che lasciano determinate tracce piuttosto che altre. Altro grande tema è quello dei rapporti tra storia e politica. Fino a che non si esce dall’assolutismo, è la politica che fa la storia; poi c’è la fase del parlamentarismo, fino a quando non irrompe sulla scena il movimento operaio, che gestisce la sua storia politicamente. Nel corso del suo brillante intervento, il Prof. Bettoni ha anche ricordato alcuni personaggi illustri della storia di Foligno, come Ludovico Jacobilli, autore delle “Cronache della Città di Foligno”(il quale citava sempre le fonti, che sono state tutte ritrovate), Francesco Innamorati e Francesco Fazi, del quale sta scrivendo una biografia.

Alla dotta disquisizione è seguito un vivace dibattito, a dimostrazione dell’interesse suscitato nei numerosi soci ed ospiti del Kiwanis Club Foligno intervenuti al “caminetto”. Ricordiamo che i “caminetti” del Kiwanis Club Foligno sono incontri conviviali, luoghi dove ospiti importanti, personalità del mondo della cultura, dell’arte, delle scienze, della politica, ecc., raccontano le loro esperienze, esprimono le loro riflessioni e le loro idee, le loro opinioni, i loro punti di vista, il loro giudizio critico in merito ai più svariati argomenti, con il proposito di contribuire all’arricchimento e all’aggiornamento culturale degli ascoltatori.

Il Kiwanis Club Foligno ringrazia il Prof. Bettoni per il suo contributo di grande spessore culturale.

Francesca Rossi

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