Kiwanis Club Foligno
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Importante seminario del Kiwanis Club. Oggi la legge consente di ascoltare le istanze dei ragazzi. Se i figli diventano ostaggio dei genitori separati.

10/11/2007

 

La condizione del minore nei rapporti e nelle controversie familiari, questo l’attualissimo tema affrontato ieri nella tavola rotonda tenutasi a Palazzo Deli, promossa dall’associazione Kiwanis Club di Foligno, nata solo cinque anni fa, ma che è riuscita in breve tempo a radicarsi e crescere all’interno della città L’associazione presente nel territorio nazionale sottoforma di distretti si occupa di proteggere i bambini di tutto il mondo. E a tal proposito sta realizzando un progetto che prevede la costruzione di scuole in Costa D’Avorio. L’incontro di Foligno, al quale erano presenti molti rappresentanti dei differenti club kiwaniani del centro Italia, rappresenta un evento importante, perché proprio da tale incontro nascerà un forte impegno tra differenti soggetti operanti nel settore di tutela dei minori per creare un sistema di tutela armonico e valido. Il Kiwanis si pone come un’istituzione che si relaziona e comunica culturalmente e socialmente con gli enti istituzionali, per migliorare le cose. E a trattare l’argomento di tutela del minore, presenti personalità giuridiche importanti, come il dottor Fulvio Bussani, la dottoressa Eleonora Marchi, il giudice minorile Giovanna Totero, e gli avvocati Isabella De Bellis e Giuseppe Agostini.

Ma non sono mancate le autorità istituzionali come il sindaco Manlio Marini, l’assessore Maria Prodi, il Vescovo Arduino Bertoldo e in collegamento telefonico l’assessore Rita Zampolini. Importante l’intervento del giudice minorile Giovanna Totero, che ha affrontato in modo giuridico la condizione del minore nelle controversie familiari. “Troppo spesso le separazioni rappresentano episodi di sofferenza e disagi per i bambini, che vedono sgretolarsi il nucleo familiare, e finiscono per sentirsi abbandonati o contesi, - ha spiegato la Totero. Spesso poi i figli diventano oggetto non più di amore ma di strumentalizzazione e di vendetta tra i due ex coniugi”. Il giudice minorile ha poi detto come anche la legge in materia abbia fatto un passo avanti introducendo la normativa del febbraio 2006, che prevede l’affidamento congiunto. “Se prima nelle separazioni i figli venivano affidati alla madre, perché ritenuta più adatta a crescerli, e il padre aveva solo un ruolo marginale, e provvedeva al pagamento degli alimenti – queste le parole della dottoressa Totero – oggi anche in seguito ai cambiamenti della società, si parla di affidamento congiunto, ossia una corresponsabilità di entrambi i genitori nella crescita dei figli, che ha come obiettivo la tutela e il bene dei minori, che hanno il diritto di avere accanto entrambi i genitori”. L’avvocatessa De Bellis ha posto l’attenzione sulla “introduzione dell’obbligo del giudice di ascoltare il minore, che ha il diritto di esprimersi e far presente quali sono i suoi desideri e le sue esigenze. La legge – continua – in questo modo prevede il diritto di coinvolgimento del minore nel processo”.

Pamela Bevilacqua